CARLO FRECCERO e VINCENZO VITA

“Manipolazione e propaganda”

modera Andrea Bagni

Venerdì 14 ottobre ore 17:45
L'Affratellamento - Via Giampaolo Orsini 73 - Firenze

Siamo in un’epoca di passioni tristi. Anzi assenti. Di un sacco di cose sembra non abbia più senso parlare. Tanto non possiamo farci nulla. Siamo nell’epoca della comunicazione muta. Anzi peggio, commerciale. Invadente e insignificante. Ma capace di strutturare tempi spazi e forme della vita collettiva.

La crisi di partecipazione politica, la disaffezione e la distanza scavata fra la società e le istituzioni rappresentative, richiederebbero un’apertura di spazi di discussione, coinvolgimento e confronto diffusi. Un  ritrovata possibilità di portare tutta la propria vita nella sfera politica. Il sentimento, per donne e uomini, ragazze e ragazzi, che l’esserci nel tessuto discorsivo della polis ha senso, che la propria parola trova spazio e conta. Una terapia contro la solitudine, la paura, la rabbia. Insomma avremmo bisogno di vivere la democrazia della Costituzione, e in questo modo difenderla.

Ma la comunicazione di massa è diventata oggi lo strumento di un regime che si modella su quella paura, su quelle solitudini, sulla polverizzazione e spoliticizzazione della società. Si alimenta di quel deserto di relazioni collettive. Invade tutti gli spazi e li colonizza, dopo averli ridotti a salotti dove qualcuno siede solo in poltrona con il telecomando in mano. Crea la sua realtà, la ripete, la replica fino a darle la dimensione di una verità indiscutibile. Vende i suoi prodotti, lo spettacolo di un volto pronto al sorriso e alla battuta. La messa in scena di una lavagna, una serie di slide, un tavolo e un contratto da firmare. Conta il gesto, la rappresentazione. Le repliche infinite.

Per resistere occorre esistere come altro. Salvare le parole fra noi e sottrarle a questo deserto densamente popolato di messaggi volti e gesti commerciali.

Costruire un discorso mille miglia lontano dal renzismo. A partire dal dire no all’uomo solo al comando, circondato dai suoi cortigiani, che occupa tutte le televisioni, tutti i giornali, tutti gli stadi.

La democrazia è altrove.

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